INFORMAZIONI SUL PROGETTO
"DAL MARE AI MONTI SULL' ANTICA SALARIA" è un progetto di organizzazione e valorizzazione in rete di 6 Musei Archeologici della provincia di Ascoli Piceno, caratterizzati dal comune denominatore di essere ubicati in paesi che sorgono lungo il tracciato o diramazioni dell'antica Strada Salaria: Cupra Marittima, Ripatransone, Offida, Monsampolo del Tronto, Castel di Lama, Acquasanta Terme.
L'idea è nata dall'analisi della realtà espositiva archeologica della valle del Tronto marchigiana, che attesta l'esistenza di apprezzabili musei e depositi archeologici, testimonianza di un complesso passato, talvolta non ben organizzati e valorizzati in modo da esprimere pienamente il valore turistico, culturale e scientifico di cui sono portatori.
Il progetto intende dunque organizzare, valorizzare e promuovere le realtà museali, mettendo a disposizione di tutti i fruitori, turisti e addetti ai lavori, i dati certi sulle testimonianze del passato del territorio ascolano custodite dentro i piccoli Musei. Insieme a loro verranno promosse le attività didattiche, i parchi e le aree archeologiche; per studiosi ed interessati ci sarà la possibilità di consultare il catalogo dei reperti archeologici esposti nei vari musei.
INFORMAZIONI STORICHE DEL PICENO
La vallata del Tronto, per la conformazione geomorfologica caratterizzata da rilievi collinari digradanti verso il fiume, è stata sin dalla Preistoria prescelta come luogo di insediamento. L' umanizzazione del territorio divenne intensa in epoca Protostorica, periodo in cui fiorì la civiltà che connotò peculiarmente la zona : "la Civiltà Picena". Sebbene questa cultura si sia sviluppata in un'area molto più vasta, compresa tra il fiume Foglia a nord, il fiume Pescara a sud, il mare Adriatico ad est e gli Appennini ad ovest, la provincia di Ascoli Piceno ha conservato il toponimo e continua a restituirne interessanti testimonianze.
Gli storici antichi raccontano che nel IX secolo, durante il Ver Sacrum, la Primavera Sacra, un gruppo di Sabini guidati da un Picchio, uccello sacro a Marte, giunsero sulla fascia costiera adriatica attraversando gli Appennini e dando vita al popolo dei Piceni. Una civiltà che duro' dal IX al III secolo a.C., che raggiunse il suo maggiore sviluppo tra il VI ed il V secolo a.C. I materiali rinvenuti durante scavi archeologici hanno permesso di rintracciare i rapporti che questo popolo ebbe con altre etnie appartenenti alla civiltà transadriatica, villanoviana, etrusca, greca, gallica e di Hallstatt.
La decadenza dei Piceni coincise con l'espansionismo romano che si intensificò nel corso del III-II secolo a.C.. Tra il 269-268 a.C. Roma li sottomise e li inglobò nella sua orbita. Da questo momento in poi il territorio venne pian piano modellato secondo i canoni dell'organizzazione romana. In seguito il Piceno entrò a far parte della V regio augustea che inglobava le attuali province di Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Teramo e Pescara. Nel corso della decadenza romana, con le invasioni barbariche, la regio cambiò aspetto. Nel VI secolo con i Longobardi la zona divenne parte del ducato di Spoleto e in seguito con le dinastie franche fu divisa in comitati. La vallata del Tronto si trovò divisa tra i Comitati Fermano e Ascolano.
Tra il IX ed il X secolo si affermò, in seguito al clima di estrema insicurezza che si venne a creare a causa della mancanza di un forte potere centrale, il fenomeno dell' incastellamento che trasformò radicalmente il paesaggio con la costruzione di piccoli insediamenti arroccati sulle cime delle colline. I castelli furono muniti di un apparato fortificatorio che diede un'impronta militare, tipica dell'età feudale, alla zona. Un'impronta ancora molto visibile nei molti "castelli" che hanno continuato a vivere e sono giunti fino ai giorni nostri. Piccoli centri collinari in cui si è preservata una struttura urbanistica medievale con, nella maggior parte dei casi, la conservazione di mura di cinta, torri, chiese e palazzi risalenti ai secoli XIII-XV.
L'ANTICA STRADA CONSOLARE SALARIA
Sembrerebbe ancor oggi sostanzialmente immutata, nel tracciato, la strada consolare Salaria che da Roma arrivava sulla costa Adriatica seguendo la vallata del Tronto. Questa con ogni probabilità ricalcava un percorso protostorico, così come sembra attestare la tradizione relativa alla migrazione dei Sabini nel Piceno.
Il nome deriva dalla sua funzione commerciale, veniva infatti utilizzata per il trasporto del sale. Nel I sec. a.C. essa risulta essere il nodo più importante per la comunicazione tra Roma e il Piceno meridionale.La Salaria romana, lungo la vallata del Tronto univa i centri di Asculum e Truentum, da quest'ultima in base a recenti studi, si diramava la via denominata "Salaria Picena" che passando per l'abitato di Cupra Maritima proseguiva verso Castrum Firmanorum.
Asculum, Truentum e Cupra Maritima in età augustea divennero colonie. Truentum, città di origine liburnica, è indicata dall' Itinerarium Antonini e dalla Tavola Peutingeriana nelle vicinanze della foce del fiume Tronto, recenti scavi archeologici stanno testimoniando la sua esistenza allo sbocco della strada Salaria nella Litoranea. Essa doveva rappresentare un importante scalo marittimo e commerciale così come la Cupra Maritima romana ancora oggi ben rintracciabile nei suoi resti.


|Offida|Cupra Marittima|Ripatransone|Monsampolo del Tronto|Castel di Lama|Acquasanta Terme|

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